La Biodanza è un'insieme di arte, scienza e amore che si fondono in un sistema per favorire l'espressione del potenziale umano e il rinnovamento esistenziale.
La sua teoria, basata sul Principio Biocentrico, si struttura a partire dalle scienze che riguardano la vita, in particolare la biologia, e si realizza in una piacevole attività indirizzata ad elevare lo stato di salute, il livello di vitalità e la resistenza allo stress.
La pratica della Biodanza consiste in un insieme di esercizi che possiedono un effetto specifico e che sono indotti dalla perfetta unità tra musica, movimento ed emozione, sulla quale è strutturata la teoria della biodanza.
Ideata dal professor Rolando Toro mentre lavorava presso il centro Studi di Antropologia medica alla scuola di medicina dell'Università del Cile, la Biodanza è diventata una vera e propria materia di un corso universitario di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile, dove il professor Rolando Toro occupava la cattedra di Psicologia dell'espressione e nel 1970 creò la prima cattedra di Biodanza.
Le origini della Biodanza
La Biodanza è nata dalle idee e dagli studi del professor Rolando Toro Araneda, psicologo e antropologo cileno (candidato al Premio Nobel per la Pace 2002), il quale nel 1965 realizzò le prime esperienze con la danza in ambito clinico, con pazienti dell’ospedale psichiatrico di Santiago del Cile. Cercando di tranquillizzarli con la musica e il movimento, ebbe modo di vedere come musiche diverse inducessero movimenti differenti ed emozioni diverse. Per esempio i pazienti con grave depressione miglioravano il tono dell’umore e la vitalità attraverso musiche ritmiche che inducevano movimenti energici, mentre le musiche lente favorivano regressione e aumento dei deliri nei pazienti pscicotici.
In pratica si accorse che a seconda delle musiche e dei movimenti indotti da queste musiche, si ottenevano risultati diversi: per i pazienti ansiosi avevano effetto positivo i movimenti lenti indotti da musiche dolci, mentre per i pazienti con forte dissociazioni erano integranti i movimenti vitali indotti da musiche ritmiche. Il professor Toro da queste prime osservazioni capì l’importanza dell’associazione tra musica-movimento-emozione e le risposte al meccanismo di regressione e identità, che lo hanno portato a proseguire gli studi e le ricerche in questa direzione.
Questo è il meccanismo fondamentale da cui ha origine la Biodanza e su cui nasce il Modello Teorico: il passaggio da uno stato di regressione a uno stato di identità aiuta ad integrare l'essere umano, il cui stile di vita, nell'attuale civiltà, ha un costo molto alto in termini di malattia. I fondamenti teorici di tale modello nascono anche da riflessioni sulle relazioni umane e sulle perplessità dell’uomo davanti agli enigmi incomprensibili della vita.
La base concettuale proviene da una profonda meditazione su quella che Rolando definisce la patologia dell’Io, deformità dello spirito occidentale culminata nel secolo scorso con i maggiori attentati che la storia conosca contro la vita umana.
La patologia dell’io, caratterizzata dalla scissione tra natura e cultura, con una valorizzazione eccessiva della cultura a scapito della natura, e dal predominio esasperato della ragione sugli istinti, è stata rafforzata fino a limiti mai raggiunti prima.
Tuttavia la vita, che è al centro del principio biocentrico della Biodanza, è molto più potente della forza distruttiva dell'uomo e riesce sempre ad integrare, associare ed aggregare tutto ciò che si disgrega.
La proposta è di riscattare la connessione con il proprio sentire e con la vita attraverso gli esercizi che semplicemente con la musica fanno scattare impulsi dai quali parte il movimento che ci muove verso gli altri: da questi movimenti integrati al proprio sentire e alle proprie emozioni tutto l'organismo viene coinvolto fino ad essere toccato a livelli viscerali e a produrre effetti biologici.
Rolando Toro estese il suo metodo anche fuori dall’ambito clinico, continuando a studiare, ad approfondire e diffondere la Biodanza, intesa in senso generale come: sistema di sviluppo integrato dell’essere umano visto come un tutto le cui parti sono in interazione tra loro e come un organismo costantemente in relazione con altri organismi viventi e con l’ambiente.
La Biodanza si è diffusa ed è diventata una vera e propria materia di un corso universitario di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile, dove il professor Rolando Toro occupava la cattedra di Psicologia dell'espressione: nel 1970 creò qui la prima cattedra di Biodanza. Dopo essersi ampiamente affermata in Brasile ed in altri paesi del Sud-America, dove è nato il primo corpo docenti e sono sorte le prime scuole di formazione, la Biodanza arriva in Europa e in Italia nella seconda metà degli anni ottanta. Lo stesso Rolando Toro con alcuni altri insegnanti ha portato in vari paesi europei la Biodanza, stabilendosi in Italia al 1998 dove ha vissuto per una decina di anni, abilitando personalmente le Scuole di Formazione per Insegnanti di Biodanza attualmente attive nel nostro paese e nel mondo.
La Biodanza oggi si è diffusa in tutto il mondo dall'Europa all'America del Nord, dall'Africa al Giappone.
Rolando Toro Araneda

L’ideatore del sistema Biodanza, il Professore Rolando Toro Araneda, nato in Cile nel 1924, è psicologo, antropologo, studioso di comunità primitive e poeta. È stato docente del Centro di Antropologia medica alla Scuola di Medicina dell’Università del Cile.
Ha occupato la cattedra di Psicologia dell’arte e dell’espressione all’Istituto di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile. È professore emerito dell’Università Aperta Interamericana di Buenos Aires, in Argentina ed è stato candidato al Premio Nobel per la Pace 2002.
Ha vissuto in Cile fino al 1973. Dopo il golpe militare di Pinocht perse tutte e quattro le cattedre che aveva all'Università e fu costretto ad espatriare prima in Argentina, poi in Brasile.
In Brasile fu contattato da una coppia di italiani che lo invitarono a portare la biodanza in Italia, dove si stabilì nel 1988.
Nel 1998 è tornato in Cile, dove oggi ottantenne, ma ancora dedito alla sua continua evoluzione, vive e, come presidente della Biocentric Foundation, dirige e coordina le attività della Biodanza di tutto il mondo dall'Europa all'America del Nord, dall'Africa al Giappone.
Semantica del termine "Biodanza"
Il termine Biodanza fu creato partendo da una vasta elaborazione semantica.
In un primo momento, nel 1970, il professor Toro, aveva impiegato il termine "Psicodanza", ma il suo significato limitava l’idea della Biodanza, in quanto comportava una scissione platonica tra anima e corpo:il prefisso ‘psico’, che significa anima, indicherebbe come concetto la “danza dell’anima”.
Poiché non si trattava di un approccio interdisciplinare che avrebbe legato la danza a contenuti antropologici, psicologici o filosofici non poteva essere usato uno dei termini "antropodanza", "sociodanza" o "psicodanza". Rolando cercava un termine che ristabilisse il concetto originale della danza nella sua più vasta accezione: come un movimento di vita, che non poteva tuttavia essere assimilato né al balletto né a un’altra forma di danza strutturata, come pure non poteva essere assimilato a una forma particolare di psicoterapia.
Per la sintesi semantica del nome era necessario un concetto profondo e globale, che fosse più in rapporto con la saggezza che con la conoscenza e che includesse una concezione sistemica e olistica. Questa idea si avvicinava chiaramente al concetto di “Danzare la vita" proposto nel libro di Roger Garaudy:
"Che cosa succederebbe se, invece di costruire solo la nostra vita, avessimo la follia e la saggezza di danzarla?".
Il 15 marzo 1976, il professor Rolando Toro, finalmente decise di chiamare Biodanza il sistema che aveva ideato: BIOS dal greco = VITA + DANZA di origine francese, nel senso primordiale della parola = MOVIMENTO NATURALE, integrato, connesso all’ emozione e pieno di significati.
DANZA DELLA VITA , cioè danzare la propria vita, agire un movimento con significato, un movimento che parta dal sentire, un movimento integrato.
Questo termine non esisteva nei dizionari e fu iscritto con la sua definizione nel Registro Nazionale dei Diritti d'Autore di Buenos Aires, con il numero 1.332.892, il 16 giugno 1976.
Principi teorici della Biodanza
"l'Universo esiste perchè esiste la Vita, non il contrario, e le relazioni di trasformazione materia-energia sono livelli di integrazione della Vita"
Principio Biocentrico della Biodanza
La teoria della biodanza si struttura a partire da un assioma, il 'Principio Biocentrico', che nasce dalle scoperte realizzate nel campo della biologia genetica, della scienza dell'evoluzione, dello studio comparato di strutture morfologiche, della teoria dei sistemi di regolazione e dello studio biochimico della memoria.
Il Principio Biocentrico è uno stile di pensare e di sentire il cui punto di riferimento è l'Universo cosiderato come un immenso sistema vivente.
Secondo il professor Toro, non sono solo le piante, gli animali, gli esseri umani e la terra che esprimono la vita. Tutto ciò che esiste, dalla particella-onda fino alle super-nove, dai "rumori di fondo" cosmici al canto sonoro degli uccelli, dale sabbie del deserto e le rocce delle montagne fino ai pensieri più sottili e alle emozioni più oppressive, tutto è vita.
"l'Universo esiste perchè esiste la Vita, non il contrario, e le relazioni di trasformazione materia-energia sono livelli di integrazione della Vita"
Il Principio Biocentrico entra in conflitto la cultura antropocentrica della nostra società, spostando l'attenzione dall'uomo alla vita: è il movimento che genera la vita.
L'uomo per spiegare i fenomeni della vita è costretto ad isolarli, così da poter osservarli e descriverli.
Il Principio Biocentrico, per la Biodanza, è alla base di ogni processo umano: politica, economia, scienza, legge, educazione, medicina, tutto deve ruotare intorno alla vita.
La danza della vita è il cambiamento: ogni cosa si muove e crea un cambiamento che influisce sugli altri. Non è possibile controllare il movimento, le cose accadono. E' possibile però scegliere e decidere momento per momento, senza essere schiavi di scelte precedenti, perchè il momento è cambiato e ogni individuo attimo dopo attimo non è più quello di prima.
Attraverso il Principio Biocentrico arriviamo ai movimenti originari che vengono dalla vita e alla percezione fondamentale dei legami che essa intrattiene con sè stessa.
Il principio biocentrico si fonda sulle leggi universali che conservano i sistemi viventi e che rendono possibile la loro evoluzione.
"L'uomo attinge in se stesso i suoi materiali e si costruisce, come una casa"
Luigi Pirandello
Le cinque linee di vivencia
Rolando Toro ha elaborato un modello teorico che possiamo intendere come un contenitore all’interno del quale ci muoviamo in un processo di sviluppo che tende verso il benessere, lo stare meglio con noi stessi e con gli altri.
Il sistema Biodanza è concepito come possibilità di ricreare condizioni che stimolino e facilitino lo sviluppo delle possibilità, che geneticamente ogni essere umano possiede, ma che non sempre ha modo di esplorare ed esprimere pienamente.
Rolando ha individuato 5 forme di espressione del potenziale genetico e propone di lavorare nella direzione di una loro integrazione
Secondo il modello teorico di Biodanza, l'Identità si sviluppa nella capacità di realizzazione armonica di sé stessi lungo le cinque grandi linee di "vivencia" per mezzo delle quali ogni individuo esprime le proprie potenzialità genetiche :
la VITALITA', la SESSUALITA', la CREATIVITA', l'AFFETTIVITA' e la TRASCENDENZA.
Biodanza rafforza lo sviluppo integrato fra di loro di tutte queste cinque linee di vivencia, in un processo di integrazione affettiva con noi stessi ed il nostro corpo così come con gli altri e con il mondo che ci sta intorno e di cui siamo parte inscindibile, nel più profondo rispetto e insieme godimento del dono più prezioso che mai avremmo potuto ricevere : la vita.
La VITALITA' è l'espressione del potenziale genetico che l'individuo possiede per affrontare il mondo e si manifesta attraverso l'impulso vitale, tonicità muscolare, connesione con la vita, conservazione della vita, capacità di riposare, entusiasmo, determinazione: da questo potenziale dipende il piacere di vivere.
La SESSUALITA' è la capacità di sentire il desiderio sessuale e il piacere, è la capacità di fecondazione, che si manifesta non solo attraverso i genitali, ma nella connessione con il desiderio, con il piacere anche delle piccole cose, capacità di scegliere quello che ci piace, abbandonarsi, poter ricevere, piacere di vivere.
La CREATIVITA' è il potenziale relativo alla capacità di rinnovamento applicato alla propria vita, cioè mettere la creatività in ogni atto e si manifesta nella capacità di esplorazione, innovazione, trasformazione, possibilità di esprimersi, trovare soluzioni, osare, essere curiosi.
L'AFFETTIVITA' è capacità di dare protezione, accettazione della diversità umana senza discriminazione e si manifesta nella capacità di aprirsi, entrare in intimità, fiducia e capacità di ascolto dell’altro.
La TRASCENDENZA è il potenziale genetico della capacità di andare al di là dell'Io e di idenficarsi con la totalità cosmica, sperimentare gli stati di espansione della coscienza, che si manifesta nel sentirsi parte di qualcosa, nel senso di appartenenza e percezione del legame con la natura e con gli altri esseri umani.Queste potenzialità sono stimolate in Biodanza grazie ad esercizi musicali specifici, selezionando le musiche da utilizzare per ogni tipo di espressione del potenziale genetico.
Integrazione
L'ultimo livello del processo di sviluppo delle linee di vivencia è l'integrazione reciproca, dinamica e creatva che si produce nell'espresione di queste cinque linee di impulsi innati.
A cosa serve la Biodanza: Meccanismi d'azione
La Biodanza è un sistema per favorire l'espressione del potenziale umano e il rinnovamento esistenziale. La sua piacevole attività è indirizzata ad elevare lo stato di salute, il livello di vitalità e la resistenza allo stress.
I suoi esercizi sono particolarmente efficaci per risolvere i conflitti, con se stessi e con gli altri, che spesso si manifestano non solo come nevrosi, ma soprattutto con una dissociazione psico motoria: movimenti del corpo e posture irrigidite, o incapacità di percepire se stessi come un'unità integrata ma solo come singole parti isolate.
La Biodanza favorisce lo sviluppo umano attraverso delle esperienze integrative indotte dalla musica e dal ballo. Ogni esercizio di Biodanza è stato pensato per sciogliere gli schemi tossici con cui abitualmente ci si relaziona con sé stessi e con gli altri. Non esprimere mai i propri sentimenti e le proprie emozioni, comunicare in maniera fredda e inespressiva, muovere il corpo con movimenti meccanici e ripetitivi sono cattive abitudini che, aggiunte alla quotidiana dose di stress fisiologico, a lungo andare indeboliscono. La Biodanza reintegra l'unità psicocorporea e favorisce la comunicazione, sia con se stessi che con il mondo esterno.
Effetti fisiologici della Biodanza
L'azione di Biodanza sull'organismo umano si basa su fondamenti biologici e fisiologici.
Gli esercizi e le danze che compongono il sistema Biodanza si sviluppano durante le sessioni in una sequenza che va a stimolare il sistema di autoregolazione dell'organismo a livello fisiologico.
Questi esercizi, come ha dimostrato la ricerca scientifica sulle risposte neurovegetative, hanno un azione regolatrice a livello viscerale, attivando il sistema simpatico o parasimpatico. Le vivencia, infatti, inducono dei cambiamenti nella funzione viscerale, nella percezione e nelle forme di comunicazione umana, ma anche nella funzione cognitiva, la coscienza e il pensiero simbolico, che nel sistema biodanza non hanno priorità assoluta.
La vita dal punto di vista biologico e psichico è una continua pulsazione tra i due poli dell’attivazione e del riposo (inspirazione ed espirazione, raccoglimento e apertura). L’immagine più evidente è quella della pulsazione cardiaca. La Biodanza vuole riscattare questo movimento organico vitale per riconnetterci progressivamente alle funzioni originarie della vita che tendono alla sua conservazione andando così nella direzione di un maggiore benessere.
Applicazioni della Biodanza
La Biodanza si realizza in una piacevole attività indirizzata ad elevare lo stato di salute, il livello di vitalità e la resistenza allo stress.
Il modello teorico della Biodanza si adegua alle esigenze di tutte le età. Può essere applicata per bambini, adolescenti, adulti e anziani. Come prevenzione, per persone sane, procura rinforzo delle funzioni organiche, rieducazione affettivo-motoria e favorisce l'espressione dell'Identità.
Applicazioni complementari sono previste nel trattamento di difficoltà psicomotorie e psicosomatiche.
Gli esercizi di biodanza possono essere applicati a tutti gli esseri umani, sia a gruppi specifici (anziani, adolescenti, adulti) che a gruppi eterogenei.
Il metodo di Biodanza
Gli elementi usati in Biodanza sono musica, movimento, vivencia.
Questi tre elementi formano una struttura unitaria le cui componenti sono in relazione dinamica e possiedono un effetto specifico.
La metodologia della biodanza consiste, infatti, nell'indurre vivencia integranti attraverso la musica, il movimento ed emozione in situazioni di incontro di gruppo. Questi tre elementi formano una Gestalt in senso stretto, cioè un'insieme organizzato le cui componenti sono inseparabili, poichè la funzionalità dell'insieme richiede la partecipazione simultanea di ciascuna di esse.
Il movimento corporeo stimolato dalla musica produce vivencia i cui effetti corrispondono a un obiettivo metodologico inerente al processo di integrazione e sviluppo umano. Gli esercizi sono modelli induttori di vivencia e possono essere seguiti senza difficoltà qualunque sia la possibilità motoria di ciascun individuo. La natura della vivencia deriva dai significati emozionali della musica utilizzata e dalle categorie musicali in essa prevalenti.
Il percorso di biodanza si basa sulla progressività e sulla continuità. La proposta è di ascoltarsi e non costringersi a fare nulla che procuri disagio, rispettare i propri limiti e allo stesso tempo forzarli quando si sente che è possibile.
Si parte da quel movimento innovativo che fa parte dell’essere umano e che lo porta ad andare nel mondo interno ed esterno a conoscere e integrare modi nuovi di sentire e di sentirsi, a partire da piccoli movimenti che fanno parte di sè ma che spesso si fanno in modo automatico un po’ svuotato di senso. Durante il percorso si lavora sull’integrazione affettivo-motoria ossia sul rafforzamento della connessione fra il sentire e l’agire sperimentando “movimenti con significato”.
La musica in Biodanza
La musica è il linguaggio universale e in Biodanza ha la funzione essenziale di evocare la vivencia. Il raggiungimento dell'obiettivo degli esercizi è possibile solo mediante l'utilizzo della musica adeguata.
Le musiche utilizzate passano attraverso uno studio dei loro contenuti emozionali, prima di essere incorporate al Sistema, finalizzato a valutare gli effetti organici che promuovono e il tipo di vivencia che evocano. La musica in biodanza rappresenta uno stimolo per esprimere un'emozione integrata al movimento.
Per esempio se siamo stimolati da una musica allegra, si produce una vivenza di vitalità. Quando, invece, ci muoviamo lentamente al ritmo di una musica dolce, avviene un'esperienza di affettività. Attraverso lo stimolo musicale esprimiamo un'emozione integrata al movimento.
La vivencia in Biodanza
Il concetto di vivencia è alla base della metodologia di Biodanza,
Il suo termine ha origini dalla ridefinizione del concetto espresso in tedesco con il termine 'erlebnis' dal filosofo storicista tedesco Wilhelm Dilthey, per significare un esperienza vissuta con grande intensità da un individuo nel momento presente, che coinvolge la cinestesia, le funzioni viscerali e quelle emozionali.
La Biodanza fa riferimento a questo concetto usando il termine "vivencia", un termine in lingua spagnola che non trova corrispettivo in quella italiana e che identifica un determinato momento nel "QUI e ORA" che la persona sta vivendo in totale partecipazione ed integrazione di pensiero, emozione e corpo.
Più siamo "in vivencia" con quello che facciamo, più il nostro organismo è integrato cognitivamente e fisiologicamente. Mentre il pensare ad una cosa facendone un'altra e provando emozione per un'altra cosa ancora, significa non essere realmente con noi stessi in quel momento in nessun luogo. Questa purtroppo è la tendenza che ci impone la vita moderna e che finisce col crearci stress, dissociazione psicocorporea, conflittualità con noi stessi e con gli altri, malattia. La vivencia conferisce all'esperienza soggettiva di ogni singolo individuo la qualità del vissuto 'qui e ora'.
Durante le sessioni di Biodanza vengono indotte vivencia finalizzate all'integrazione e allo sviluppo umano mediante la stimolazione della funzione arcaica di connessione con la vita, di cui la vivencia è espressione psichica immediata.
Il gruppo e l'incontro in Biodanza
La Biodanza non è praticabile individualmente, perchè risulta efficace all'interno di un gruppo affettivamente integrato. Il gruppo offre possibilità diversificate di comunicazione e ha la funzione di "contenitore protettivo" per ciascuno dei partecipanti durante le vivencia: è luogo e strumento insostituibile di crescita e cambiamento.
La Biodanza non propone un modello di comportamento: ogni individuo che entra in contatto con se stesso in un processo di integrazione offre il proprio modello genetico di risposte vitali
Il Sistema Biodanza è un "sistema aperto", cioè implica forme di legami con il mondo esterno che si caratterizzano per la tolleranza nei confronti della diversità, include dunque l'umanità come tale, senza discriminazione di razza, sesso, età, stato di salute, cultura o disponibilità di mezzi economici.
L'incontro di Biodanza è un laboratorio di vita che permette di sperimentare nuovi atteggiamenti, nuove possibilità e nuove capacità di rinnovarsi e di esprimere la propria creatività, sessualità ed affettività. Negli esercizi l'incontro svilupa i legami che uniscono a sè, all'altro e al mondo.
In biodanza è molto importante l’accento posto sulla “cura”, la cura verso il gruppo, la cura verso il processo delicato di ogni essere umano che si trova immerso in una complessità dinamica in trasformazione. Lavorando in gruppo stimoliamo l’ascolto, la comunicazione e la voglia di fare cose insieme incontrandosi in un luogo che accolga le diverse espressioni di ognuno.
Il conduttore dei gruppi di Biodanza
Non c'è un maestro che insegna danze o passi, ma solo un facilitatore che conduce un gruppo di persone verso un tipo di movimenti finalizzati, garantendo la formazione del gruppo come "utero affettivo" nel quale le persone si sentano libere di esprimersi e di essere in costante feedback con gli altri.
Inoltre, in caso di possibili difficoltà elaborative riguardo alle vivencia vissute durante gli incontri settimanali o stage, il facilitatore di Biodanza, attraverso colloqui personali, offre la possibilità di ascolto affettivo come appoggio al percorso di crescita personale attraverso la Biodanza.
I corsi di Biodanza
I corsi di Biodanza hanno cadenza settimanale e non impegnano assolutamente, anzi sono divertenti occasioni di incontro con se stessi e con gli altri.
I gruppi sono generalmente aperti a nuovi partecipanti, e si dividono in gruppi per principianti e gruppi di approfondimento. Una sessione di Biodanza dura circa due ore, non è affaticante ed è aperta a tutti, uomini e donne di ogni età. E' consigliabile un abbigliamento comodo e leggero.
Serate di presentazione
Si svolgono circa ogni due mesi e sono il primo approccio con la Biodanza. Hanno le caratteristiche di una serata del corso settimanale e prevedono una prima parte teorica ed una seconda pratica ( esercizi, danze ). Hanno lo scopo di far conoscere e sperimentare la Biodanza.
Corsi settimanali
Si svolgono una sera alla settimana. Il carattere continuativo e regolare degli incontri dà ad ognuno il tempo di integrare i nuovi vissuti e di metterli alla prova del quotidiano. Il loro obiettivo è stimolare in modo progressivo funzioni essenziali per l'autorealizzazione esistenziale. Durante i corsi settimanali si approfondiscono le caratteristiche individuali mediante un controllo evolutivo.
Stage di approfondimento
Oltre ai corsi settimanali, che garantiscono una certa continuità di integrazione, è possibile approfondire gli esercizi in stage occasionali, organizzati generalmente durante i fine settimana. Per partecipare agli stage, generalmente, è consigliabile aver partecipato per qualche tempo ai corsi settimanali, ma non ci sono regole, perchè l'esperienza della biodanza è molto personale. L'obiettivo degli stage è approfondire le possibilità evolutive che la Biodanza stimola: vitalità, sessualità, creatività, affettività, trascendenza. Avendo più tempo a disposizione sono un occasione di vivere più in profondità l'incontro con sé, con l'altro e con la natura. Gli stage sono realizzati in locali adeguati ad ospitare il gruppo durante il week-end e offrono una parentesi nel quotidiano che permette di ascoltarsi ed esprimersi più liberamente.
La scuola di formazione
Per chi ha già fatto esperienza di settimanali e stage, c'è la possibilità di frequentare la Scuola di Biodanza per facilitatori di gruppi.
Desidero ringraziare Nadia Bolognesi che gentilmente mi ha concesso di utilizzare il suo materiale relativo la Biodanza frutto di una ricerca da lei condotta per l' Università di Bologna.